Questo sarà il mio posto di combattimento.
Le mie armi saranno la penna e carta.
Non sarò un guascone, nemmeno un cavaliere,
lascio soltanto al Caso di pormi al suo volere.
Non è facile vivere, nemmeno far danari,
ma almeno sarà qui un posto tranquillo per parlare.
E'davvero un'avventura la vita!
Dobbiamo credere
fino in fondo che noi siamo capaci delle imprese
più strabilianti, se lo vogliamo.
E'pur sempre vero che non ci sono più "voci"
che fanno da simbolo carismatico al nostro vivere quotidiano.
Una volta c'era l'eroe di turno che con il suo
meraviglioso esempio, ci dava quella forza interiore
che ci permetteva di superare avversità e le asperità
del vivere quotidiano.
Oggi, invece, basta andare in TV e subito il "bamboccio"
di turno viene accreditato come simbolo
di bellezza o di seduzione,
ma mai come simbolo di coraggio, abnegazione, senso del dovere.
Caspita, parlo come un carabiniere. (ma non lo sono!)
A pensarci bene, l'Arma è forse l'unica garanzia insieme
al Presidente della Repubblica, rappresentano le uniche figure che ci danno serenità,
tranquillità, fiducia nel domani.
Eppure il vedere tanta gioventù che si riunisce per sentire
un concerto Rock è bello, come è bello vedere tanti giovani
che si riuniscono per ascoltare il Papa. Come è bello pensare
che i nostri ragazzi sono così lontani dagli stereotipi che i media
ci fanno vedere, ragazzi che si ubriacano nelle discoteche,
pronti a fare danni e creare baruffe, che seviziano le compagne di banco,
che sono bulli ma nient'affatto belli.
Io, sinceramente non ci credo.
Anch'io sono stato giovane, ho vissuto l'età scolastica
con il "maestro" che era una guida insieme alla propria famiglia.
Credetemi, non voglio sembrare un piagnone vecchio ed antiquato,
ma a volte si rimpiange il passato per quello che rappresentava per noi,
non certo per quello che può essere per i giovani di oggi.
Ma nonostante tutto, è bello vivere!
Raffaele Vertaglia